lunedì 30 gennaio 2017

Arancini amari per il Napoli

Quello che Sarri temeva è avvenuto!


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Il Napoli pareggia col Palermo, squadra quasi ultima in classifica con pochissimi punti realizzati.

La storia del Napoli, ma non solo, è piena di episodi simili. Il più eclatante resta quello del 1981 quando il Napoli di Krol era a un passo dal primo scudetto e incappò nella sconfitta col Perugia già retrocesso. Anche alla Roma capitò un incidente simile col Lecce.

Il pareggio di ieri testimonia dell'incapacità del Napoli di inquadrare un certo tipo di partite. Avversario tignoso, tutto rattrapito all'interno della propria metà campo che prende coraggio dall'aver segnato dopo pochi minuti.

In questi casi le partite si raddrizzano utilizzando le stesse armi degli avversari. Gioco sporco, agonisticamente duro. In questi casi i ricami e il bel gioco servono a poco. L'avversario di fatto rinuncia a giocare ed erge una trincea invalicabile.

Quando la giornata è storta capita che il portiere avversario faccia il fenomeno che i tuoi attaccanti siano imprecisi e che la dea bendata ti volti le spalle.


Una squadra attrezzata, però supera queste difficoltà. Il Napoli non c'è riuscito.


Analizzando più a fondo l'incontro c'è da dire che il pareggio è arrivato grazie a una clamorosa papera del portiere altrimenti ci troveremmo a commentare una sconfitta clamorosa.


Quali le cause di questa battuta d'arresto?

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La prima è sicuramente l'approccio mentale. Inconsciamente i calciatori avranno pensato che il Palermo non sarebbe stato un avversario ostico viste le prestazioni stagionali dei rosanero. L'estrema fiducia nei propri mezzi ha rappresentato un handicap.

La causa tecnica della prestazione opaca del Napoli è rappresentata dalla mancanza di forza fisica della squadra. Gli azzurri sono formati da calciatori non forti fisicamente, ma molto agili. Questa caratteristica è premiante in spazi aperti, quando la tecnica unita all'agilità è un'arma devastante.
Quando, invece gli spazi sono ristretti, bisogna fare a sportellate con gli avversari, per cui l'essere agili non è più una dote , ma rappresenta una limitazione.

Per ovviare, almeno in attacco a questa limitazione è stato acquistato Leonardo Pavoletti che per ora, però si è dimostrato poco incisivo. Sarri da' la colpa alla squadra, non abituata a giocare con un ariete forte di testa,  e alla scarsa forma del calciatore.



La paura è che l'ex genoano non sia così forte come si pensava.


La partita è andata ed è inutile frapporre ulteriori recriminazioni. Fatto sta che questi due punti persi peseranno enormemente nella corsa Champions in cui si è inserita con prepotenza l'Inter.
Peccato, perchè la vittoria di ieri avrebbe consentito al Napoli di affrontare con maggiore tranquillità la trasferta di Bologna che storicamente rappresenta sempre una partita ostica.

La rabbia è tanta perché sembra ci sia un demone che perseguita i colori azzurri e i suoi tifosi, illudendoli con il sogno di una vittoria salvo rimandarli negli inferi quando il traguardo sembra ormai vicino.

C'è da verificare anche come reagirà la squadra, se ci saranno ulteriori contraccolpi di tipo psicologico. Qui entra in azione Sarri che dovrà riportare serenità nell'ambiente che oggi è affranto ed abbattuto.

lunedì 19 dicembre 2016

Mertens il ghostbuster di Higuain

"Ciruzzo" Mertens acchiappa fantasmi

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Lo dobbiamo confessare: il trauma del passaggio del Pipita alla Juve è stato forte.

C'è chi si è sentito tradito, chi ha augurato le peggiori cose all'Argentino, chi ha pensato che la "favola" del Napoli fosse finita.

La maggioranza dei tifosi, poi ha preferito prendersela con ADL. Il Presidente che non è riuscito a trattenere il campione e che ha incassato i 90 milioni della clausola.

Come spesso accade questo stato di cose ha inciso sulla squadra e sul suo rendimento.

Per colmo di sfortuna il sostituto di Higuain, il Polacco Milik si è infortunato in maniera grave.


L'atmosfera a Napoli si è fatta cupa. 


Risultati altalenanti, Gabbiadini che vaga per il campo come un ectoplasma, Sarri e ADL che si punzecchiano e la stampa che comincia ad elevare il tono delle critiche.

Anche i tifosi hanno continuato con il loro atteggiamento distruttivo con poche presenze allo stadio e con qualche fischio di troppo.


Una cappa pesava sul Napoli. 


Non c'erano dubbi: il fantasma di Higuain era ben presente. Ogni suo gol bianconero era una stilettata al cuore, ogni passaggio a vuoto del Napoli riportava alla mente i 36 gol dello scorso campionato.

Poi il miracolo!


Mertens, il folletto belga, l'eterno panchinaro, il calciatore da inserire a partite in corso, comincia a realizzare gol a raffica.

Tripletta col Cagliari e poker al Torino. Sette gol in due partite conditi da prestazioni superbe suia dal punto di vista atletico che tecnico.

Con Mertens tutta la squadra si è trasformata. Vittorie con l'Inter, con il Benfica e con il Cagliari e con il Toro.

Spettacolo e gol a raffica.


Ora l'atmosfera è più serena, la cappa sul San Paolo si dirada lasciando spazio al sole. Il fantasma di Higuain può finalmente svanire, anche se ogni tanto fa capolino.

Il nostro ghostbuster si chiama Mertens Dries. Nessuno l'avrebbe detto, nessuno l'avrebbe pensato. Basti pensare che per giocare nel suo attuale ruolo quello che viene definito falso nueve è accaduto che:


  • Higuain è andato via
  • Milik si è infortunato
  • Gabbiadini ha fallito
Senza queste tre circostanze Mertens avrebbe fatto la riserva di Insigne, sarebbe entrato a partita in corso per sostituire il Frattese.

Ora il Napoli ha comprato Pavoletti per avere una prima punta di spessore e si avvicina anche il ritorno di Milik

Cosa accadra?


Mertens tornerà a fare l'esterno sinistro o Sarri saprà impiegarlo in maniera divers e più fruttuosa?

Il Belga, infatti nel ruolo di esterno rende meno o almeno non regge tutta la partita perchè lo sforzo fisico di dover rientrare fino al limite dell'area lo debilita. Da falso nueve, invece Dries arretra fino al massimo a centrocampo per cui è sicuramente più lucido ed efficace.


Conclusioni


Mertens è in un periodo di forma eccezionale, come tutta la squadra (a proposito maledetta la sosta) per cui è difficile fare valutazioni particolari.

 L'arrivo di Pavoletti e il ritorno di Milik daranno altre opportunità al Napoli soprattutto quando si incontreranno sqaudre chiuse in difesa e molto fisiche.
Per adesso godiamoci Dries e i suoi gol (fantastico il 4° di ieri) e speriamo che i preparatori atletici del Napoli riescano a mantenere lo stato di forma della squadra ad alti livelli.

Nulla è perduto quest'anno. Champions, Campionato e Coppa Italia sono obiettivi raggiungibili.

Related: Iperboli calcistiche il Napoli può vincere la Champions


Per questo, però occorre maggiore coesione rispetto a quella attuale. Il pubblico deve essere un punto di forza, l'ambiente esterno, media in particolare, devono appoggiare, fatto salvo il diritto di critica, le imprese del Napoli. 
Sarà difficile, al primo risultato negativo torneranno i gufi e le civette. 

E' sempre stato il limite del Napoli, quello che ci ha impedito di avere qualche trofeo in più in bacheca! Speriamo che i tempi siano cambiati!

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Dal Corriere dello Sport:  Tutti ai piedi di Mertens
Il sito ufficiale di Dries: Dries Mertens official site
Dalla Gazzetta dello Sport: Mertens tra Diego e Gonzalo

martedì 22 novembre 2016

Champions League, cosa succede se...

napoli dinamo

Tempo di Champions.


Domani sera la Dinamo Kiev scende a Napoli per disputare il penultimo incontro della fase a gironi.

Dopo le partite col Besiktas, sulla carta le più semplici, le cose per il Napoli si sono complicate e il passaggio del turno che sembrava cosa certa dopo le due vittorie iniziali è in bilico.

Analizziamo le varie possibilità

Questa la classifica attuale:


Come si nota il Napoli ha 7 punti come il Benfica, con il Besiktas che segue a ruota con 6.

Cosa accade se:


  • Il Napoli vince e 

  1. il Benfica vince - Napoli qualificato.
  2. il Besiktas vince - Napoli qualificato se non perde col Benfica con più di due gol di scarto
  3. Pareggio tra Besiktas e Benfica - questa l'opzione peggiore, perchè il Napoli a questo punto non dovrebbe perdere a Lisbona per non correre il rischio di essere eliminato dal Besiktas per gli scontri diretti. (stiamo ipotizzando sempre che il Besiktas vina l'ultima partita con la Dinamo ormai fuori dai giochi anche per L'europa League).

  • Il Napoli perde e

  1. Il Benfica vince - Napoli qualificato se vince a Lisbona
  2. Il Besiktas vince - Napoli qualificato se non perde a Lisbona
  3. Pareggio tra Besiktas e Benfica - Napoli qualificato, il Napoli dovrebbe vincere a Lisbona

  • Il Napoli pareggia e

  1. Il Benfica vince - Il Napoli deve vincere a Lisbona. Il Benfica passerebbe anche con una sconfitta
  2. Il Besiktas viince - Il Napoli deve battere il Benfica
  3. Pareggio Besiktas Benfica. Al Napoli basterebbe non perdere a Lisbona
In tutti e tre i casi abbiamo ipotizzato una facile vittoria del Besiktas con la Dinamo Kiev nell'ultimo turno, cosa più che probabile, ma il calcio si sa può sempre riservare sorprese. 





Leggi l'ultimo post pubblicato: come è difficile trovare un attaccante




martedì 15 novembre 2016

Come è difficile comprare un attaccante

Questa è l'esclamazione che si è lasciato sfuggire Aurelio De Laurentis!


attaccante_napoli


Difficile anche perché il buon ADL non era abituato a soffrire per la mancanza di una punta dopo gli anni di Cavani e del Pipita Higuain.

Difficile perché un attaccante di razza il Napoli lo aveva scovato con Milik, ma la sorte avversa lo ha subito tolto dalla mischia, complice un grave infortunio che lo terrà lontano dai campi di gioco per quasi tutta la stagione malgrado gli ottimistici resoconti sull'andamento della rieducazione che arrivano dalla società.

Difficile perché in giro non ci sono grossi talenti e quei pochi o non sono in vendita o costano troppo per il Napoli.

Che fare allora?


Cercare di limitare i danni acquistando un mestierante, una sorta di usato sicuro che consenta a Sarri di avere delle alternative valide, visto che Manolo Gabbiadini ha più volte tradito le attese oppure cercare un attaccante che possa anche tornare utile per il futuro?

Il dilemma è un falso problema perché si fa prima a vedere quali calciatori sono disponibili sul mercato di gennaio.


Facciamo la lista della spesa:



  • Pavoletti. Centravanti di peso, buon colpitore di testa. Non giovanissimo, con i suoi 28 anni e incline agli infortuni muscolari. Lo si può prendere spendendo circa 20 milioni di euro e quindi pagando il calciatore più del suo valore. C'è da dire che Pavoletti non è entusiasta di venire a Napoli, anzi diciamo pure che non ci vuole venire.
  • Zaza. Forte fisicamente, cattivo, discrete doti tecniche, ma con scarse medie realizzative. Attualmente gioca in prestito al West Ham dove non trova spazio. Quest'anno non ha realizzato reti. Il calciatore è di proprietà della Juvemtus e non credo che ADL voglia intavolare trattative con Marotta e Agnelli dopo lo sgarbo Higuain.
  • Mitrovic. In forza al Newcastle di Benitez. Uno spilungone, forte fisicamente e buon realizzatore. Molto giovane (è un 94) Mitrovic potrebbe essere la soluzione ideale. Il Newcastle, però chiede 30 milioni e c'è da considerare che il Serbo ha un carattere difficile e d irascibile. Una specie di Balotelli tanto per capirci.
  • Duvan Zapata. Soluzione low cost perché il calciatore è del Napoli. I patti con l'Udinese, parlano di un prestito che scade a giugno. Non sono previste clausole che permettano al calciatore di rientrare prima a Napoli. Chiaro che un accordo tra le società è possibile, ma il Napoli si ritroverebbe a pagare una penale per uncalciatore di sua proprietà. 
Leggi l'approfondimento di Calcionapoli24: Zaza e Pavoletti i pro e contro delle due trattative

Le alternative?

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Non esistono alternative, il Napoli ha bisogno di un attaccante. La società, però potrebbe decidere a gennaio di aspettare Milik e di continuare l'avventura con Gabbiadini, soprattutto se la squadra avrà superato il turno di Champions. In quel caso ADL potrebbe decidere di investire i soldi a giugno.

Dal quadro che emerge si nota l'estrema difficoltà in cui versa il Napoli, frutto di scelte non adeguate in estate. L'infortunio di Milik non era augurabile nè preventivabile, ma possibile. Per il Napoli l'alternativa era Gabbiadini che non godeva della completa fiducia da parte dell'allenatore. 

Mettiamoci pure il fatto che il calciatore bergamasco è un introverso per cui fatica ad imporsi e il quadro si completa.

Leggi: Come far risorgere Gabbiadini

gabbiadini

Gli errori del calciomercato estivo


 La socierà aveva l'obbligo di prendere nella sessione estiva del calciomercato un attaccante più vicino alle esigenze di Sarri.

Si è rincorso Icardi. si è sperato in Morata, ma le trattative erano così impossibili da far sospettare che il Napoli non avesse alcuna intenzione di sborsare grosse cifre dopo gli investimenti per Milik e Maksimovic.

A meno di colpi di genio del focoso Presidente il Napoli, dopo aver verificato l'eventuale passaggio agli ottavi di Champions, garantendosi un'altra vagonata di milioni acquisterà una punta. Considerando la politica recente del club è possibile che prendano un giovane anche se la cosa farà imbestialire Sarri.

Leggi: Napoli in crisi, ecco i colpevoli

Sarri e ADL: un matrimonio finito


Un'ultima considerazione è proprio sull'allenatore. Sarri e ADL sono da tempo ai ferri corti e tutto fa supporre che a giugno ci sarà l'addio. E allora ci sarà un altro problema da affrontare e un altro dilemma. Chi sarà il prossimo allenatore del Napoli?

lunedì 24 ottobre 2016

Come far risorgere Gabbiadini

gabbiadini


L'uomo del giorno è sempre lui: Manolo Gabbiadini.


La partita con la Roma sembrava aver segnato il punto più basso della parabola napoletana del calciatore bergamasco. Manolo venne sostituito a inizio secondo tempo e mestamente si accomodò in panchina con lo sguardo vuoto del fallimento.

squalifica gabbiadini

Tre giorni dopo un piccolo riscatto. C'è da tirare un rigore importante contro il Besiktas in Champions League. Pochi istanti prima l'altro malato del Napoli Lorenzo Insigne, lo aveva miseramente fallito.

Gabbiadini incurante della pressione mette a segno la rete che in quel momento rappresentava il pareggio e la quasi certezza del passaggio del turno.

Ieri di nuovo la grande crisi.

rabbia gabbiadini


Gabbiadini, che non aveva iniziato male la partita, si fa espellere per un brutto fallo di reazione su Ferrari che un attimo prima lo aveva malamente messo a terra.

Solo oggi si saprà per quante giornate Gabbiadini non potrà scendere in campo. Si parla di almeno due giornate, bastanti a fargli saltare la super sfida con la Juventus.

Maledizione!


Anche i suoi difensori più accorati, ieri hanno scaricato Gabbiadini. Niente più scuse, nessuna volontà di giustificare il calciatore nè tanto meno il suo gesto anti sportivo. Solo la società sembra voler abbracciare la linea morbida, giustificando il calciatore, addossando le colpe dell'accaduto all'eccessiva tensione cui il giocatore è sottoposto.

Avventura finita?



A questo punto credo proprio di sì. Il calciatore, benchè riconosciuto bravo, non è riuscito mai a sfondare veramente nel Napoli. Qualche bel gol, qualche bella prestazione, ma ben poco rispetto alle aspetattive che in lui venivano riposte.

A Gabbiadini si rimprovera la scarsa grinta. Manolo resta spesso avulso dal gioco, solo, al centro dell'attacco nella speranza che qualche calciatore avversario faccia qualche errore. troppo poco per l'esigente pubblico azzurro che vorrebbe più cattiveria agonistica.

La resurrezione di Gabbiadini

risorgi gabbiadini

Probabilmente penserete che io sia pazzo, ma sono veramente convinto che Gabbiadini possa esplodere e portare un grande contributo alla causa del Napoli.
Il calciatore, però dovrà scrollarsi di dosso tutta quella pressione che gli deriva dall'essere il sostituto del Pipita Higuain ( anche lui non è che passi uno splendido momento).

Le qualità umane e del calciatore


Gabbiadini è un nordico nel vero senso della parola. Bergamasco fino all'osso è ben lontano dalla carica estroversa che possiamo ammirare in un Pepe Reina e questo a Napoli è già un difetto. La sua timidezza viene spesso scambiata con poca cattiveria agonistica e grinta. Il ragazzo sente questo rimprovero della piazza, ma ieri ad esempio ha esagerato reagendo a un fallo "carogna" di un giocatore del Crotone.


Un po' di cazzimma

cazzimma


 Per la resurrezione di Manolo ci vuole una bella full immersion nella dimensione napoletana della cazzimma. Un calciatore pieno di questa dote partenopea si sarebbe vendicato di Ferrari il difensore del Crotone, ma non nella maniera plateale di Gabbiadini.

Ora speriamo in Mazzoleni

mazzoleni pechino



Speriamo che il Bergamasco Mazzoleni tenga in conto le comuni origini e sia benevolo nel suo referto. Certo è che vedere Gabbiadini in campo allo Juventus stadium è una chiara utopia, ma almeno evitare le tre giornate sarebbe già un successo.

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lunedì 17 ottobre 2016

Napoli in crisi? Ecco i colpevoli!

crisi napoli

Calcio Napoli News


Due sconfitte consecutive, molto diverse fra di loro, ma figlie delle stesse difficoltà che il Napoli sta incontrando quest'anno.

Le due sconfitte


La prima, quella con l'Atalanta è stata molto simile ad alcune battute d'arresto subite anche lo scorso campionato. Le cause ben visibili: approccio molle, avversario in forma o motivato, buona strategia tattica dell'allenatore avversario, incapacità di Sarri a cambiare in corso d'opera l'assetto del Napoli.

La sconfitta con la Roma, invece è una novità assoluta. Gli Azzurri infatti in casa non avevano subito battute d'arresto nell'era Sarri, ad eccezione dell'incontro di Coppa Italia disputato contro l'Inter (la partita del finocchio tanto per spolverare la memoria).


Cosa ha determinato la sconfitta di sabato?


Mi spiace  doverlo ammettere, ma la causa prima è la mancanza di un attaccante di classe.

L'anno scorso il Pipita la metteva dentro con una regolarità impressionante e se molti gol erano frutto di schemi, altri erano merito della sua abilità calcistica. Il Napoli e tutti noi sapevamo che non si poteva sostituire facilmente una punta che è tra le prime tre del mondo, ma l'accoppiata Milik, Gabbiadini poteva almeno tentare di avvicinarsi alle prestazioni dell'Argentino.

La mala sorte 

suerte

La sorte, la mala sorte ha deciso altrimenti e il Polacco è incappato nel più terribile infortunio per un calciatore: la rottura del legamento crociato del ginocchio.

Senza Milik e col solo Gabbiadini triste e immusonito, il Napoli ha perso di fatto tutto il suo potenziale offensivo. In più  a questa situazione difficile si è aggiunta la scarsa vena realizzativa di Insigne che da sei mesi non fa un gol.

Con la Roma è accaduto proprio questo. Agli sbagli difensivi che hanno regalato i gol ai Giallorossi non si è potuto rimediare perchè nessuno in avanti era in grado di far male ai romanisti.

Purtroppo alternative non ve ne sono. I centrocampisti azzurri, tranne Hamsik non hanno tiro da fuori e nemmeno sono bravi di testa, lo stesso Callejon non ha una media realizzativa esaltante.

L'analisi è presto fatta: senza attacco il Napoli non morde e spesso avrà difficoltà a segnare.

Come rimediare?

pianto napoli

L'unica soluzione possibile è quella di ribaltare il concetto con cui gioca Sarri. L'attenzione deve essere spostata sulla difesa. Primo non prenderle.

La partita con la Roma poteva essere gestita proprio in questa maniera. Squadra corta, ma più indietro, raccolta nella metà campo del Napoli. Meno pressing sui difensori avversari e ripartenze efficaci.

Il calcio spettacolo va bene, ma se ti fa vincere. Se non sei in grado di segnare, al primo contropiede prendi gol.

gabbiadini_crisi


Le altre cause: il centrocampo e la difesa

Non solo l'attacco, però non ha funzionato a dovere, anche il centrocampo ha accusato più di una battuta a vuoto.

L'accusato numero uno è Jorginho.

Le contromosse degli avversari


L'Italo Brasiliano vero protagonista della scorsa stagione è fuori forma, ma soprattutto è ormai scoperto il gioco del Napoli che lo vede impiegato come un play del basket. Le squadre avversarie lo marcano a uomo o meglio si interpongono tra le linee di passaggio, per cui l'azione viene iniziata dai difensori centrali che di certo non hanno un piede educato.

A Jorginho manca la visione di gioco ad ampio raggio e il lancio in profondità, per cui in queste condizioni è praticamente inutile. A questo punto meglio provare un Diawara, meno tecnico ma più incontrista che metterebbe muscoli e peso a disposizione del centrocampo azzurro.


La difesa e la mancanza di Albiol

Albiol

Un ultimo aspetto riguarda la difesa. La mancanza di Albiol si è fatta sentire. Lo spagnolo è colui che detta la linea. In altre parole gli altri componenti della difesa non devono fare sforzi per vedere come posizionarsi, a loro basta vedere cosa fa Albiol e seguirlo. Maksimovic, come ben ha rilevato Sarri, non è ancora bravo a dettare l'allineamento e infatti gli attaccanti giallorossi, seppur al limite hanno potuto saltare il fuorigioco e presentarsi più volte davanti a Reina.

Non facciamo i vittimisti, ma...

cartellino

Senza buttarla in vittimismo c'è da dire che anche sabato, Orsato non è stato impeccabile. La punizione da cui è scaturito il gol è apparsa inesistente e Juan Jesus doveva subire il secondo giallo che lo avrebbe portato all'espulsione.

Piccolezze, ma nell'economia di una partita importante ed equilibrata, elementi che hanno un peso.

Per concludere

rabbia


Il Napoli quest'anno vivrà una stagione di assestamento in cui dovrà far sbocciare i giovani neo acquisti e consolidare l'attacco. Il prossimo step sarà l'acquisto di una prima punta di valore assoluto che potrà subentrare a Milik o proporre uno schema a due punte come accade nella Polonia con Lewandosky al fianco di Milik. Da verificare anche la possibilità di un nuovo assetto tattico un 4 4 2 o un 4 2 3 1 di Benitezziana memoria.
C'è tanto lavoro per Sarri!

E voi che ne pensate?





lunedì 10 ottobre 2016

Milik, il Karma e la maledizione di Higuain

Milik si infortuna gravemente durante Polonia Danimarca.



Arek Milik, che in questo momento è in sala operatoria (auguri di cuore), si rompe il crociato anteriore durante una partita con la sua Nazionale.

Una disdetta, un danno che avrà ripercussione sulla sua carriera,ma soprattutto un dispiacere, vista anche la giovane età del Polacco.

Questo tipo di infortuni sono frequenti nel calcio, tanto che nell'ultimo week end oltre a Milik, anche Montolivo ha subito la stessa sorte e forse anche Sergio Ramos (qui si è ancora in attesa degli accertamenti medico diagnostici), ma quello di Milik ha suscitato un interesse particolare.



Milik e la sfiga di ritorno



Come ben sanno coloro che si interessano di calcio, il Polacco Arek Milik è giunto a Napoli per sostituire Gonzalo Higuain che in maniera poco elegante ha preferito indossare i colori, non colori della Juventus.

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L'amarezza e la delusione hanno portato a una serie di manifestazioni anti Pipita amplificate dai Social Media.
Abbiamo visto magliette bruciate, disegni e disegnini osceni e non, e a questo si sono aggiunti degli auguri non troppo piacevoli per l'Argentino.

Tutta una serie di disgrazie sono state augurate al Pipita da quelle più innocenti, come una diarrea cronica o la perdita dei pochi capelli che gli sono rimasti altre più cattive che comprendevano anche la possibilità di un grave infortunio.

Il destino o il caso, ha voluto che gli strali dei Napoletani (alcuni, meglio sottolinearlo) non solo non abbiano raggiunto (per fortuna) Higuain, ma ad infortunarsi sia stato Milik.

Qualcuno ha voluto vedere in questa circostanza una sorte di nemesi, un meccanismo che ha rispedito al mittente i cattivi auguri. Effetto boomerang, malocchio di ritorno fatto sta che i più superstiziosi hanno maledetto il giorno in cui si sono lasciati andare a qualche brutto pensiero sul Pipita.

Superstizione? Ma no!



E' chiaro che una persona che abbia un minimo di intelletto non può pensare all'esistenza di tale perverso meccanismo di sfiga di ritorno. Anche perché un po' tutti lo avremmo sperimentato nella nostra vita di tutti i giorni.
 Mi basta pensare a quando siamo alla guida e auguriamo le peggiori sciagure a chi ci taglia la strada o a chi va cammina sulla terza corsia in autostrada a 50 all'ora; se tutti i nostri  nefasti auguri avessero il potere di rimbalzare ben pochi di noi potrebbero raccontarlo.

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Il ruolo dei social, i webeti e gli imbecilli di Eco



Il mondo del web e dei social in particolare ha, però una sua dinamica , per cui un concetto oltre ad acquistare viralità acquisisce con le condivisioni anche maggiore veridicità. Per tutti o quasi l'infortunio di Milik è diretta conseguenza del malanimo nei confronti di Higuain.
Aggiungiamoci quelli che Mentana ha chiamato webeti e gli imbeicilli evocati da Umberto Eco ed ecco che il quadro diventa completo.

Mentre i webeti hanno tirato fuori sfottò fuori luogo, i più raffinati hanno invocato il Karma, altri invece si sono limitati a rispolverare proverbi e detti popolari.

Conclusione



La conclusione è che Milik si è fatto male seriamente ( a proposito l'intervento è finito e sembra che tutto sia andato per il meglio) e che il Napoli si ritrova senza centravanti per un bel pezzo di stagione proprio nell'anno in cui ha perso il suo migliore attaccante.

 Karma o non Karma si tratta di aver avuto una bella sfiga. E allora un pensiero mi spunta nella mente: non è che più di sfiga di ritorno si è trattato dell'effetto negativo dei tifosi bianconeri. I conti potrebbero tornare, i tifosi della Juve dono di gran lunga più numerosi per cui l'effetto sfiga sarebbe più forte di quello dei Napoletani.
No, non ci sto, mi sto facendo prendere anch'io da strani pensieri.


La superstizione e il malocchio non esistono ...o quasi, diciamo che non è vero, ma ci credo!

martedì 4 ottobre 2016

Tutti contro Sarri, ma perché?

Sarri è antipatico o no?


Potenza dei media. Una volta Sarri era simpatico, un personaggio fuori dagli schemi, affezionato al calcio che fu. Un'icona con la sua tuta, la sigaretta perennemente tra le labbra e quel suo accento toscano che lo rendeva ancora più amabile.

Questo fino a qualche tempo fa.


I primi tempi da allenatore del Napoli sono trascorsi bene, Sarri oltre alla simpatia conquistava la popolarità. La sua squadra giocava un bel calcio, segnava tanti gol ed era addirittura prima in classifica.


"Però bravo sto Sarri".

All'improvviso lo scenario cambia . Qualche dichiarazione infelice, qualche giustificazione o lamentela in più ed ecco che il personaggio Sarri da simpatico diventa antipatico.

Nel mezzo un episodio spiacevole, le offese a Mancini dopo un rocambolesco Napoli Inter.

Ora siamo giunti al paradosso che qualunque cosa dica Sarri, sbaglia e viene attaccato.


Non va bene se si lamenta dei campi di gioco, non va bene se si lamenta delle partite all'ora di pranzo, non va bene se nota differenze tra i palloni estivi e invernali.

Eppure queste stesse banalità fanno parte del repertorio classico degli allenatori di calcio. Allegri allo stesso modo si lamenta dell'orario insolito di Empoli-Juve, ma nessuno lo nota. Sui palloni ci sono disquisizioni dotte e lamentele di portieri, attaccanti e allenatori tali da riempire un'enciclopedia, per non parlare dello stato dei campi di gioco che è un argomento sollevato da tutti gli allenatori che dirigono squadre tecniche.

Come dice il bravo Alfredo  Pedullà, intervenuto in una trasmissione sportiva napoletana, c'è un partito di opinionisti e di ex DG, il più delle volte senza lavoro che non perdono occasione per attaccare Sarri.

Si tratta solo di un fenomeno mediatico o c'è di più?


La domanda è lecita proprio per quanto affermato prima: il personaggio Sarri è stato simpatico fino a quando non vinceva o era un perfetto sconosciuto.

Sono più propenso a credere che gli attacchi a Sarri sono frutto di una ben studiata strategia. Fare innervosire un avversario, provocarlo è un trucco vecchio quanto il mondo. Lo si fa anche in campo e spesso si trova qualcuno che ci casca (vero Balotelli?). In questo caso la tecnica è più sottile. Coloro che da dietro una scrivania non simpatizzano per i colori azzurri, cercano di rimarcare alcune uscite dell'allenatore del Napoli per porlo in cattiva luce e con l'unico scopo di farlo innervosire.

Basta vedere da dove provengono gli attacchi. Giornali del nord, opinionisti vicini a una certa squadra  o altri che nutrono risentimento nei confronti del Napoli. (Bargiggia)



Il Napoli, società non ha trovato rimedi efficaci. La dirigenza azzurra ha cercato di diradare le conferenze stampa del tecnico, ha provato a selezionare i giornalisti da invitare, ma non ha potuto eliminare del tutto il problema. Ci sono, infatti dei vincoli contrattuali da rispettare con le televisioni che impongono le dichiarazioni di Sarri.

Il Napoli dovrebbe provare ad affiancare a Sarri un dirigente esperto, magari un ex calciatore che possa fungere da parafulmine per il tecnico.